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La
cella
è un dispositivo allo stato solido
che converte
l'energia luminosa
incidente direttamente in energia elettrica.
Rispetto ad altre forme di energia solare quella
prodotta dalla cella è di prima qualità, poichè
l'energia elettrica può essere convertita facilmente
nelle altre forme di energia e non viceversa.Le celle
fotovoltaiche, non hanno alcuna parte in movimento e
sono molto affidabili; hanno un rendimento di
conversione compreso fra il 10 e il 15% con la luce
solare e se investite da luce monocromatica, di
opportuna lunghezza d'onda, arrivano ad un'efficienza
dell'ordine del 50%.
Queste caratteristiche ci danno molte speranze per una loro
diffusione su scala planetaria in modo da abbandonare
completamente il petrolio, il gas e l'energia nucleare
tradizionale.
La prima cella al
silicio è stata realizzata all'inizio degli anni '50 negli
U.S.A., nel laboratorio della Bell Telephone.
Tuttavia, le celle
solari trovarono, a dispetto di molte difficoltà, un
interessante campo di applicazione:
proprio in quegli
anni, infatti, si svilupparono le ricerche spaziali.
La prima
applicazione spaziale di celle solari è dovuta agli Americani,
nel 1958, quando alimentarono la trasmittente del Vanguard 1 con
un piccolo generatore fotovoltaico.
Da allora, sia
Americani che Russi hanno installato sui loro satelliti
alimentatori fotovoltaici di potenza sempre maggiore.
Anche i satelliti
europei sono stati, alimentati con celle fotovoltaiche prodotte
anche da industrie italiane.
Con la crisi
energetica del 1973, che ha portato per la prima volta i paesi
industrializzati a considerare le fonti energetiche rinnovabili
e principalmente l'energia solare come scelte strategicamente
valide, fu ripresa in seria considerazione la possibilità di
utilizzare, su vasta scala, sistemi fotovoltaici per
applicazioni terrestri.
Fu avviato un
consistente programma di ricerca, sviluppo e dimostrazione
inizialmente negli Stati Uniti e successivamente in Europa e
Giappone, finalizzato soprattutto ad ottenere una drastica
diminuzione dei costi. Basti ricordare che la Comunità Europea,
nel suo secondo programma quadriennale (1979-1983) di ricerca
sulle fonti rinnovabili di energia ha riservato il maggior
contributo finanziario proprio alla conversione fotovoltaica,
con un incremento di circa il 200% rispetto al precedente
programma.
Esistono in natura materiali ad alta conducibilità
elettrica (metalli) e materiali a conducibilità elettrica
bassissima (isolanti).
Oltre a queste due categorie di materiali, esiste quella dei
semiconduttori, che presentano proprietà elettriche intermedie.
I semiconduttori mostrano le loro proprietà
elettriche solo allo stato di grande purezza e generalmente
nella sola forma di monocristalli.
Poiché in natura non
si reperiscono materiali semiconduttori di purezza adeguata,
le loro proprietà sono state e sono ancora oggi oggetto di
studio.
Negli ultimi tempi
la produzione industriale di semiconduttori allo stato puro e
sotto forma di monocristalli ha consentito la realizzazione di
una serie di dispositivi elettronici oggi di vasto impiego.
I semiconduttori vengono abitualmente divisi in varie categorie
in relazione al numero di elementi che essi comprendono.
La cella è
costituita da un materiale semiconduttore, il silicio, di
spessore molto piccolo; questo viene trattato mediante
“drogaggio” con atomi di fosforo e boro per ottenere correnti
elettriche stabili all’interno della cella.
Allo strato di silicio vengono applicati i contatti
elettrici metallici (in argento o alluminio) che sono costituiti
da una superficie continua sul fronte posteriore ed una griglia
sul lato anteriore della cella. La loro funzione è quella di
captare il maggior flusso elettrico possibile e convogliarlo
all’esterno.
Successivamente viene applicato un rivestimento
antiriflettente costituito dalla deposizione di uno strato
sottile di ossido di titanio per minimizzare la componente di
radiazione solare riflessa.
La superficie non è
piana, ma sagomata in minuscole piramidi al fine di aumentare la
superficie utile per la captazione e favorire le riflessioni
reciproche.
Il rendimento di
conversione è il rapporto tra la massima potenza Pmax[Wp] che si
ottiene dalla cella e la potenza totale della radiazione
incidente sulla superficie frontale; esso diminuisce
all’aumentare della temperatura delle celle, poiché il caldo
ostacola il passaggio degli elettroni nel semiconduttore.
Le celle fotovoltaiche hanno diverse dimensioni a seconda della
loro tipologia.
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